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maite e marie, due amiche e un fotografo
intervista alle autrici de 'la cucina di calycanthus'

calycanthus.net'Il diario di cucina di due amiche e di un fotografo. Le amiche cucinano e il fotografo fotografa, ma contiamo presto di invertire le parti…' si presentano così nel 'chi siamo' de la cucina di calycanthus, Maite e Marie che dal 2008 cucinano a più non posso e postano le ricette con l'aiuto di uno sguardo ironico, ovvero 'il fotografo'.

Calycanthus è un fiore invernale e profumatissimo, ma è anche un’idea che da qualche tempo sta cucinando. Abbiamo incontrato Maite, una delle due autrici del blog, per farci raccontare come è nato questo progetto che tiene uniti tre amici, distanti geograficamente, ma vicini grazie al blog.

maite: nel febbraio del 2008 mia madre si è scoperta gravemente malata e io sono tornata a vivere, armi e bagagli, in Trentino per starle accanto. E' stato un periodo molto difficile in cui però ci siamo sforzati tutti di condividere il tempo, i gesti, la vita.. e cucinare è sempre stato un modo di fare insieme, oltre che di stare insieme. Così, anche perché la mia esistenza quotidiana si era completamente scombussolata pure in termini geografici, l'idea del blog è venuta fuori come la possibilità di avere liane mobili intrecciate intorno al cibo, e non solo. Poi come sia successosattamente esattamente non me lo ricordo nemmeno bene, ho l'impressione che in un qualche momento il fotografo (che è anche grafico) ci abbia fatto la sorpresa e il regalo di una bozza di impianto, da lì tutto è venuto di corsa: le liste di ricette da provare, le prime foto, quaderni zeppi di appunti e molti viaggi in treno.

ml: chi sono Maite e Marie?
maite: io e Marie ci siamo conosciute a Parigi, in un corridoio dell'università dove eravamo entrambe in erasmus. La cosa buffa è che venivamo in effetti dalla stessa università di origine, cioè Siena, e che avevamo frequentato lo stesso corso per quasi un anno senza mai incontrarci. Insomma c'è voluta Parigi per far nascere un'amicizia che dura ormai da più di un decennio. Entrambe ovviamente amavamo molto cucinare e trappolare con il cibo, anche immaginarlo... abbiamo passato ore a sfogliare i libri di Donna Hay che ancora in Italia non si trovavano tradotti: ci piaceva tutto, non solo la ricetta ma le foto, il modo di presentare, le scatoline, i fagottini, quelle cosine piccine e sopra ogni cosa i pic nique! avremmo voluto fare pic nique ovunque e in qualunque stagione, gli amici però erano un po' restii... Il fotografo si è aggiunto molto dopo, lo abbiamo incrociato per le strade intricate del destino a Roma dove Marie si è trasferita per seguire il suo amore musicista e l'amore per la musica.

ml: avete ricette molto particolari che spaziano in molte regioni d'italia e anche all'estero. Sono legate in qualche modo alle vostre origini o semplicemente vi piacciono e le proponete ai vostri lettori?
maite: tutte e due le cose, assolutamente! nel senso che siamo molto curiose e nel senso che per caso (ma forse non solo per caso!) abbiamo tutte e due origini un po' intrecciate, un po' meticce. Marie è per metà francese e per metà di origini spagnole, ma è cresciuta nel Chianti, ragione per cui ha un accento assolutamente unico frammisto franco-toscano. Io sono nata a Venezia, ma da genitori di origini siciliane, sono cresciuta tra le montagne in Trentino e ho studiato e vissuto in molte città italiane. Le ricette del blog risentono inevitabilmente di tutti questi transiti, ma anche e soprattutto del desiderio di intrecciare, di mettere insieme tutte queste diverse origini. I viaggi poi fanno il resto...

calycanthus.netml: le foto e il loro autore ce ne parli?
maite: allora, innanzitutto una precisazione nel blog le foto sono contrassegnate con due sigle MMf e mt, le prime sono del fotografo e sono quelle perfette, curate, professionali, le altre sono le mie e sono quelle un po' pasticciate, un po' così senza regole, sono quelle che passano la maglia della censura del fotografo che le giudica passabili... scherzi a parte, le foto nel blog hanno un ruolo molto importante perché rendono non solo il senso visivo della ricetta ma speriamo in qualche modo anche una specie di atmosfera che per noi è legata a quel piatto, a quelle ciotole,
a quella biancheria, a quelle posate. Ci passiamo molto tempo dietro alle foto, a volte anche con grandi discussioni-litigi... noi siamo rimaste un po' (troppo forse?) legate allo stile Donna Hay, mentre il fotografo che ha iniziato a occuparsi di food solo da quando esiste il blog, ha in testa altri riferimenti. Ma è vero che cerchiamo di sperimentare, per lo meno per non annoiarci: nel blog ci sono anche foto di luoghi e di persone, molti mercati (che adoriamo!) e anche una sezione di ritratti alimentari
in cui amici di tutte le età posano con il loro alimento preferito.

ml: come vi organizzate nella realizzazione dei post? da dove viene l'idea e con che cadenza li aggiornate?
maite
: questa è una cosa che ci chiedono spesso, perché in effetti un blog a sei mani (e per di più che non sono quasi mai nella stessa città) è una faccenda che necessita di organizzazione. In realtà siamo abbastanza disordinati, cuciniamo molto quando ci vediamo come del resto abbiamo sempre fatto, solo che ora ci vuole il tempo di fotografare e quindi mangiamo spesso cibo freddo, pasta scotta, organizziamo set volanti e cose così. Oltre alle riunioni tutti insieme, cuciniamo anche un po' separati: io che sono la più lontana da Roma mi sforzo anche di fotografare, Marie che sta a Roma ed è più timida cucina e invita il fotografo a cena, lui arriva con le lampade e dopo aver messo alla prova la pazienza del fiancé di Marie finalmente mangiano. Qualche volta poi cucina pure il fotografo da solo, spesso con istruzioni telefoniche.
Le idee arrivano da mille cose e da molti spunti, per me succede soprattutto negli spostamenti in treno, ho un quadernetto grigio su cui faccio ipotesi che poi proviamo a verificare, se la cosa tiene si pubblica. Aggiorniamo piuttosto spesso, diciamo circa 5 post a settimana, con pause naturalmente, ma da maggio 2008 ad oggi abbiamo pubblicato circa 450 post.

ml: qualche considerazione sul mondo dei foodblogger?
maite: difficile... nel senso che è un universo talmente variegato e in movimento che risulta complicato da riassumere o anche da fotografare. Quello che posso dire è che abbiamo trovato alcuni amici importanti, e non tanto per dire, ma amici veri con cui scambiare parole, consigli e anche biscotti, o prodotti rari come le fave di tonka che mi ha regalato Virginia di Spilucchino, o le mille e una meraviglia di Elena di Comida de mama, o la lezione di cuscus trapanese di Enza di Io da grande, la cucina contaminata di spezie esotiche e di cultura germanica di Alex delle cuoche dell'altro mondo, ma anche Kja/Babette che abbiamo incontrato a Parigi, fabien che abbiamo più volte sfiorato a Firenze, poi la pera cotta, il gatto goloso, l'orto di michelle... sono tanti e molto diversi, ognuno con il suo modo.

ml: perché secondo te le ricette fotografate online hanno così successo?
maite: mah, la sensazione che ho io è che al di là della cura, della bellezza, dell'appetibilità delle foto che corredano e spesso sostanziano le ricette dei foodblog sia proprio la dimensione di diario visivo ad essere importante. Non è soltanto la proposta di una ricetta, ma il racconto di una storia di cui la foto è una parte: è un modo di dire questo l'ho fatto io e vi racconto come e perché. Questa è la grande libertà del web, dove si possono intrecciare davvero la dimensione personale e quella professionale, nel racconto di sè e nella cura con cui lo si comunica.

ml: un'ultima curiosità sul progetto d'arte calycantus: ci racconti qualcosa?
maite: in realtà è un po' difficile raccontare qualcosa perché si tratta di un progetto ancora molto in divenire. Diciamo che Calycanthus è anche uno spazio fisico, un luogo dove vivo salendo e scendendo dai treni, e siccome è uno spazio molto molto particolare (e molto bello...) è nata l'idea di utilizzarlo come luogo per eventi d'arte in primo luogo, ma non solo. Non siamo noi direttamente a organizzare mostre o incontri, ma li ospitiamo con calore, diciamo così, occupandoci anche del catering,
in maniera un po' diversa, cioè cercando di dialogare molto da vicino con le opere e con i temi attraverso il cibo. è una cosa ancora un po' nuova, ma ci piace e stiamo a vedere cosa ne verrà fuori!

il calendario 2010 di calycanthus

le immagini sono tratte da calycanthus.net

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