La confraternita dei giardinieri

Andrea Wulf è nata ad Amburgo e le piante e i fiori non hanno mai fatto parte della sua vita. Finché non si è trasferita a Londra e si è trovata catapultata in un mondo in cui il giardinaggio non è solo cosa per pensionati, ma è una vera e propria ossessione che non fa differenze sociali. Dapprima semplice curiosità, poi passione vera e propria hanno portato la Wulf a scoprire da dove provenisse questo interesse per le piante tipicamente inglese e ha scoperto una storia bellissima, che ha raccontato in questo saggio/romanzo edito in Italia da Ponte alle Grazie:

Cosa accomuna un manipolo di mercanti e giardinieri inglesi, un intraprendente agricoltore americano e il botanico svedese più famoso di tutti i tempi? Fairchild, Miller, Bartram, Collinson, Banks, Linneo: sono solo alcuni membri della “Confraternita dei giardinieri” che, con ruoli, motivazioni e interessi diversi, nel corso del Settecento animarono una vera e propria “rivoluzione botanica”, così profonda e invasiva da aver dato forma non solo ai giardini e ai parchi inglesi così come oggi possiamo ammirarli, ma perfino a un “paesaggio psicologico” di provata “britannicità”, un tratto inconfondibile nei costumi e nelle propensioni di un popolo. 


In pochi decenni, quei pionieri riuscirono a unire orticoltura pratica, botanica sistematica ed espansione coloniale in un progetto omogeneo, rafforzando il potere imperiale di una nazione sul mondo: questo libro, a metà tra il saggio e il romanzo storico, ripercorre l’avventura di coloro che riuscirono a plasmare con le proprie mani il “capolavoro della natura” e a penetrarne i segreti.

nella foto Andrea Wulf