Marzo

Una delle prime perlustrazioni in giardino dopo le nevicate, il gelo etc etc. I crochi sono fioriti dopo una sola giornata di sole, mentre i narcisi stanno lavorando, ci vorrà ancora qualche settimana credo. L’orto è ancora a riposo, anche se prezzemolo e erba cipollina si stanno riprendendo da soli.

Gli alberi da frutto sono tutti pronti a fare i fiori e le foglioline, ma pare che il freddo stia tornando, incrociamo le dita.

La casetta che se ne sta lì da qualche anno non attira nessun volatile affamato, nonostante le briciole che mi ostino a mettere, ma fa la sua bella figura ugualmente.

 

La confraternita dei giardinieri

Andrea Wulf è nata ad Amburgo e le piante e i fiori non hanno mai fatto parte della sua vita. Finché non si è trasferita a Londra e si è trovata catapultata in un mondo in cui il giardinaggio non è solo cosa per pensionati, ma è una vera e propria ossessione che non fa differenze sociali. Dapprima semplice curiosità, poi passione vera e propria hanno portato la Wulf a scoprire da dove provenisse questo interesse per le piante tipicamente inglese e ha scoperto una storia bellissima, che ha raccontato in questo saggio/romanzo edito in Italia da Ponte alle Grazie:

Cosa accomuna un manipolo di mercanti e giardinieri inglesi, un intraprendente agricoltore americano e il botanico svedese più famoso di tutti i tempi? Fairchild, Miller, Bartram, Collinson, Banks, Linneo: sono solo alcuni membri della “Confraternita dei giardinieri” che, con ruoli, motivazioni e interessi diversi, nel corso del Settecento animarono una vera e propria “rivoluzione botanica”, così profonda e invasiva da aver dato forma non solo ai giardini e ai parchi inglesi così come oggi possiamo ammirarli, ma perfino a un “paesaggio psicologico” di provata “britannicità”, un tratto inconfondibile nei costumi e nelle propensioni di un popolo. 


In pochi decenni, quei pionieri riuscirono a unire orticoltura pratica, botanica sistematica ed espansione coloniale in un progetto omogeneo, rafforzando il potere imperiale di una nazione sul mondo: questo libro, a metà tra il saggio e il romanzo storico, ripercorre l’avventura di coloro che riuscirono a plasmare con le proprie mani il “capolavoro della natura” e a penetrarne i segreti.

nella foto Andrea Wulf